Che cos'è la mastoplastica additiva

La mastoplastica additiva uno degli interventi maggiormente richiesti i chirurgia estetica in quanto risolve definitivamente sia il problema della mammella piccola che quello della mammella ptosica (cadente) data da fattori quali eccessivo dimagrimento o allattamento post gravidanza. Da non confondere assolutamente con l’intervento di mastopessi che si attua per risolvere un seno svuotato e con elevata ptosi.
L’intervento di mastoplastica additiva comporta l’inserimento di protesi all’interno delle mammelle la cui tecnica chirurgica verrà consigliata dal medico in base a diversi fattori quali lo spessore della pelle, la taglia di partenza e quella che si desidera raggiungere, la larghezza delle spalle, la tipologia fisica della paziente, la forma desiderata.

Le protesi mammarie

Oggi esiste un’ampia scelta di protesi di diverse forme e materiali. Le protesi comunemente usate in Italia sono a contenuto di gel di silicone coeso, con forma anatomica che imita quella naturale del seno o tonda per chi desidera un seno più alto. Su consiglio del Dott. Franco Lauro verranno valutate in sede di visita numerose variabili, come l’altezza, la larghezza e la proiezione delle stesse. La via d’introduzione della protesi può essere periareolare (dal capezzolo) o attraverso il solco sottomammario. Il posizionamento può essere sottoghiandolare o sottomuscolare a seconda della situazione di partenza.

L’intervento di mastoplastica additiva

Dopo una serie di esami del sangue, un elettrocardiogramma e una mammografia la paziente verrà ricoverata in clinica a Bologna o Pesaro la mattina stessa dell’intervento. La durata dello stesso è di circa un’ora, si esegue in anestesia generale. La mattina dopo la paziente viene medicata e, se le condizioni cliniche (assenza di febbre) e la situazione locale (minimo sanguinamento) lo permettono, viene dimessa. Una volta a casa si potrà condurre una vita normale, facendo attenzione a non sollevare pesi ed evitando di guidare la prima settimana dopo l’intervento. L’attività fisica potrà essere ripresa dopo un mese dall’intervento.

Il dolore nella mastoplastica additiva

E’ molto soggettivo e variabile a seconda del tipo di posizionamento della protesi. Se la protesi è posizionata in sede retro ghiandolare (ossia sopra il muscolo) è minimo e si manifesta solo con una sensazione di indolenzimento delle braccia. Più dolorosa (comunque sopportabile con l’uso di antidolorifici) quella sottomuscolare il cui dolore è acuto solo nei primi ¾ giorni dopo l’intervento.
La LATTAZIONE non viene compromessa cosi come le protesi NON COMPROMETTONO ALCUNA INDAGINE DIAGNOSTICA a livello mammario.

Complicanze della mastoplastica additiva

Sono molto rare. Tra queste si debbono ricordare l’ematoma, le infezioni e la fibrosi capsulare. I rischi di ematoma si possono evitare se l’intervento viene eseguito in sala operatoria in condizioni di assoluta sterilità e tenendo ricoverata la paziente 24 ore, cosi da evitare i sanguinamento nelle prime ore post operatorie. La fibrosi capsulare che insorge nelle prime settimane dopo l’intervento è solitamente causata dell’ematoma, ma può verificarsi anche a distanza di tempo e dipende da fattori endogeni della paziente. Si manifesta con indurimento eccessivo delle mammelle e, se di grave entità, costringe il medico a re intervenire per rompere la capsula fibrosica e riposizionare la protesi. E’ comunque una complicanza risolvibile.

Video sulla mastoplastica additiva

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